Lérici è un comune di
10.625 abitanti della provincia della Spezia. Con il capoluogo di provincia e Portovenere è uno dei tre comuni che si affacciano sul
Golfo dei Poeti.
Il comune di Lerici è situato nella Riviera di Levante sulla sponda orientale del
Golfo della Spezia. Lerici sorge al centro di una piccola insenatura naturale, dominata da un promontorio su cui spicca l'imponente castello, oggi sede museale. Quasi di fronte al borgo capoluogo, oltre la frazione Venere Azzurra, si trova l'abitato di San Terenzo.
Il comune fa parte del
Parco naturale regionale di Montemarcello - Magra.
Alla città, infine, è stata conferita nel 2007 la Bandiera Blu per la qualità delle spiagge.
L'economia lericina si basa soprattutto sul turismo, favorito sia dalla bellezza naturale del territorio, sia dalla presenza di litorale balneare accessibile a tutti, sia per la bellezza dei luoghi di interesse. Il territorio è dotato di un importante servizio ricettivo, costituito da numero alberghi e da una miriade di bed and breakfast, che garantiscono il pernottamento di molti turisti e dalla presenza di un porticciolo turistico che garantisce l'ormeggio di imbarcazioni da diporto. Oltre al turismo sul territorio è sviluppata l'olivicoltura e la viticoltura.
Le prime tracce di Lerici nella storia risalgono all'epoca etrusca, quando fu con tutta probabilità insediato il primo villaggio. Nel tempo la particolare posizione fece di Lerici un porto naturale, prima per i Liguri, poi per i Romani.
Nel medioevo la baia servì come approdo e scalo, prima per la
famiglia degli Obertenghi e poi per i Malaspina. Ma è con la repubblica marinara di
Genova che Lerici cominciò ad assumere un ruolo più importante. Dopo aver acquistato Portovenere e averne fatto una base per controllare il golfo spezzino, Genova venne in possesso di Lerici, negoziando con i signori di Vezzano e d'Arcola, che erano i feudatari della località.

Nel 1152, a
Portovenere, fu firmato l'atto con il quale Giulenzio, Butafara e Girardo per Arcola e Guido, Bellengerio, Alberto, Girardo ed Enrico per Vezzano cedevano Lerici per 29 e 10 lire a Lucca. L'insediamento della Repubblica di Genova in questa parte del golfo e le sue mire espansionistiche verso est cozzarono contro la
famiglia Malaspina, poi questi furono sconfitti nel 1174 a Monleone, e furono costretti a sottoscrivere un patto con il quale erano obbligati, fra l'altro a lasciare Lerici. Negli anni successivi il borgo lericino vide accrescere la sua importanza. La sua collocazione geografica e l'assenza di fortificazioni ne avevano fatto un luogo deputato a trattative per porre fine alla guerra fra Genova e Pisa. Fu proprio qui, nel 1217, che fu stipulato un trattato di pace fra di esse.
Lo scontro navale
dell'Isola del Giglio, nel 1241, risoltosi con la vittoria di
Pisa sulla flotta genovese, incise sul destino di Lerici.
La Repubblica marinara toscana, infatti, occupò la baia e l'approdo, forse senza incontrare resistenza. I pisani tentarono di vincere il presidio di Portovenere ma furono respinti e per questo decisero di fortificare Lerici, iniziarono a proteggere il borgo con l'edificazione di mura. Il possesso pisano non durò a lungo; nel 1254 la sconfitta di Pisa ad opera dei genovesi, impose la restituzione del castello e del porto di Lerici. Genova mise mano al potenziamento delle difese lericine, rafforzò il castello e dopo qualche anno ricostruì il borgo fortificato.
Anche Lerici fu teatro degli scontri che opposero nei primi decenni del '300 i
Ghibellini e i Guelfi, i quali per ben due volte distrussero il paese, senza riuscire ad espugnare il castello. Successivamente, alla fine del 1300 venne la denominazione dei francesi, alla fine della quale, nel 1411, le fortificazioni e il borgo furono venduti ai fiorentini. L'anno successivo Genova riuscì nuovamente ad entrare in possesso di Lerici, tenendola per quindici anni, fino a quando non fu consegnata ad
Alfonso V d'Aragona. Gli avvenimenti della seconda metà del '400 videro succedersi diversi domini fino al definitivo passaggio a Genova nel 1479. Nei decenni successivi il castello, ampliato e consolidato con una pesante e spessa cortina esterna, per renderlo invulnerabile alle artiglierie divenne un punto di forza della Repubblica.